Tu vuò fa il copywriter (americano)?

copywriter

Copywriter? Si fa presto a definirsi Copywriter.
Andiamo con ordine.
Ci fu un tempo in cui ho meditato a lungo di mettere in rete alcune delle mie esperienze acquisite in ore di studio, per aiutare le persone a trovare un’alternativa di lavoro sul web. Partendo da problemi pratici come la scelta dei nomi di dominio (quelli che stanno tra www. e .it, per intenderci), alla scelta dell’hosting, all’installazione del miglior sistema per creare un sito (WordPress, per me), alla scelta del tema, all’installazione dei plugin, all’ottimizzazione SEO.Si parte subito alla ricerca della visibilità. E allora è meglio mettere le keyword nel nome di dominio, oppure puntare sul proprio brand?

Certo, per un’azienda è un problema relativamente facile da risolvere, ma per un privato? Quanto ci sta un privato con dominio “nomecognome.it” a salire nei risultati di ricerca per le keyword sulle quali vuole puntare? E poi… anzi prima, quali sono le keyword sulle quali puntare? Facile, direte voi, basta scegliere quelle che riguardano la tua attività, i tuoi interessi… Ottima risposta. Ma se, dopo aver utilizzato gli strumenti messi a disposizione dalla rete, ti rendi conto che la nicchia di mercato di cui ti vorresti occupare ha un numero di ricerche mensili insufficiente a mettere su un business? Cosa fai? T’intestardisci? Lasci perdere? O… ti pieghi ai voleri della maggioranza, scegliendo di occuparti di argomenti che non t’interessano minimamente?

Una delle cose che ho imparato nell’ultimo anno di ricerche, ragionamenti e tentativi, è che non puoi forzare in alcun modo una fetta di pubblico “generalista” con la quale ti trovi fortuitamente in contatto ad interessarsi di cose per le quali non ha alcuna passione.

Puoi premere sui tasti del dolore, della povertà e dare soluzioni per raggiungere benessere e prosperità. Puoi indicare una nuova via a tutte quelle persone che volessero andare al di là della punta del proprio naso, se solo smettessero di lamentarsi in modo inutile ed improduttivo, e si mettessero a studiare e a cercare di migliorare le proprie conoscenze per mettersi in gioco in un modo nuovo ed alternativo.

Ma se non hanno l’interesse per mettersi in gioco e preferiscono continuare a guardarsi l’ombelico e a lamentarsi, non c’è forza divina o umana, motivazione e arti persuasive che tengano, non ce la fai e basta. Restano lì con le mani in mano a lamentarsi.

Mettiamo il caso che qualcuno volesse mettere su un blog dedicato a queste nuove problematiche da affrontare, e volesse aiutare le persone a diventare Copywriter e quindi ad imparare l’arte della scrittura persuasiva. Teniamo presente che i parametri da monitorare prima di creare un sito che offra informazioni e risorse di valore per una determinata nicchia di mercato, sono due:

  1. Un numero minimo di almeno 10000 ricerche mensili sulle keyword principali e dintorni;
  2. Rendersi conto se i facenti parte di questa nicchia di mercato sono persone con la propensione all’acquisto di quei determinati prodotti, servizi o informazioni

Facendo una ricerca specifica sulle ricerche mensili su questa nicchia e dintorni, i risultati sconsolanti sono questi:

KeywordRicerche Mensili
scrittura persuasiva70
linguaggio persuasivo40
tecniche persuasive30
la persuasione110
tecniche di persuasione480
tecniche persuasione70
scrittura ipnotica70
le armi della persuasione390
manuale di scrittura creativa140
corso di scrittura on line40
tecniche di scrittura170

Ovvero:

  1. si fa tanto parlare sul fatto che il web rappresenta oggi l’unica alternativa credibile ed a basso costo per tentare nuove strade commerciali;
  2. Si sa che l’ottanta per cento della comunicazione sul web è appunto in forma scritta, tanto da aver riportato in auge appunto il cosiddetto copywriting.

Ma poi, nei fatti, alle persone non interessa un fico secco di imparare. Lo dicono i numeri.

La cosa incredibile è che almeno il settanta per cento di chi vorrebbe avviare un’attività sul web non sa scrivere neanche la lista della spesa in un italiano corretto e scorrevole. Basta vedere la media dei post su Facebook, pieni di strafalcioni, di quelli da barrare con la penna rossa alle scuole elementari.

E poi questi vorrebbero scrivere per vendere. Io penso che dovrebbero partire da vari livelli più basilari, quali: imparare l’ortografia, poi la grammatica, poi la consecutio temporum, infine a scrivere qualche storiella avvincente o ironica… e poi cimentarsi in qualche cosa più impegnativa.

Ma no… vogliono tutti partire a costruire l’edificio partendo dagli infissi, non dalle fondamenta.

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