Soldi patata

IL MARKETING DEL “SENZA”. PAGHIAMO DI PIÙ PER AVERE DI MENO?


Soldi patataCon Gardol, Con Bicarbonato di sodio , Con Fluoro, Con Pirofosfati (?), Con

dentifricio con pirofosfati

Senza Olio di Palma, Senza Glutine, Senza Additivi, Senza Parabeni (?), Senza

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Quante volte questi messaggi hanno colpito le tue orecchie?  La loro differenza è evidente. Nella prima serie è la parola “con” a fare la differenza, nella seconda è invece la parola “senza”.

Un tempo, negli anni ’50, ’60 e fino ai ’70, quando le società tendevano a crescere e ad aumentare il loro benessere la parola “con” arricchiva il prodotto, ed è abbastanza normale che un prodotto arricchito abbia più valore agli occhi del consumatore. Ma da un certo punto in poi, quando il benessere si è stabilizzato diventando in qualche modo “tossico”, la parola magica è diventata “senza”. Un prodotto migliore non è più “con”, ma “senza”.

E non è importante se ciò che c’è o non c’è nel prodotto sia conosciuto ai più. Alzi la mano chi sa, su due piedi senza andare a cercare su Google, che cosa sono i Pirofosfati o i Parabeni e i loro effetti. Probabilmente nessuno, sicuramente pochissimi. Ma se lo scrivono sull’etichetta o lo dicono durante gli annunci pubblicitari vuol dire che sicuramente è meglio “senza” che “con”.

Credo che per la prima volta nella storia del marketing, i messaggi pubblicitari con la parola “senza” siano diventati più numerosi e più potenti di quelli col “con”. Penso che ciò abbia vari significati profondi, il primo dei quali è che la nostra società basata sul consumo e sulla crescita abbia bisogno di un alleggerimento, in tutti i sensi…

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Un pensiero su “IL MARKETING DEL “SENZA”. PAGHIAMO DI PIÙ PER AVERE DI MENO?”

  1. “Con” suggerisce (o meglio, suggeriva) una grande cura nello scegliere gli ingredienti giusti, ma non solo; qualcosa “con” voleva dire qualcosa di più ricco. Il “senza” odierno è un fad, dettato, per la maggior parte di volte, da psicosi collettive che nulla hanno di scientifico. Quale motivi ci sarebbe mai, infatti, a mangiare cibi senza glutine, se non si è celiaci? E l’olio di palma produce danni agli esseri umani solo perché, per coltivarlo, si fanno danni enormi all’ambiente, che si impauperisce. Ma, con la ridondanza di informazioni che ci “investono” ogni giorno, per la maggior parte delle persone è difficile isolare l’informazione corretta dal “rumore”. Ho trovato fantastica la campagna della Ferrero che dice che continuerà a fare la Nutella con l’olio di palma, e ne ha spiegato i motivi. E non credo che avrà flessioni nelle vendite. Ma potrei sbagliarmi.

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