La Cucina Palermitana

cucina palermitana
La mia caponata di melanzane

La cucina palermitana  è quella che mi ha “sfamato” negli anni della gioventù e che costituisce comunque la primaria base delle mie esperienze culinarie.

Tranne le poche (ma fondamentali) nozioni passatemi da mia madre, non ho alle spalle tradizioni familiari gastronomiche che siano arrivate a me. Come un mito, ho sempre sentito parlare della bravura della mia nonna materna Carmela (e come poteva chiamarsi? :-) ) detta Lina, della cui cucina ho assaggiato molto poco: ho solo il ricordo sbiadito di arancine, fatte con le sue mani.

Quindi tutto il resto l’ho imparato da solo. Mi sono certo confrontato con tante persone in modo totalmente casuale, durante cene, vacanze, weekend, viaggi. Come si sa ognuno ha la sua variante “magica”, il “consiglio della nonna”, l’ingrediente “segreto”. E sono tutte cose vere, da carpire e da sperimentare.

Un dato di fatto comune, che ho riscontrato nelle mie varie letture è quello che la cucina palermitana  in particolare, e di qualsiasi altra città d’Italia, può considerarsi “originale”, “tradizionale” e “non contaminata” solo fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Da quel momento in poi, tutto è stato sconvolto in seguito al fenomeno dell’urbanesimo, che ha mescolato prima gli abitanti delle province agli abitanti delle città, seguito nel ventennio successivo dalla mobilità a livello nazionale, insieme all’avvento della televisione, della pubblicità e della successiva “imposizione” di ingredienti e prodotti reciprocamente quasi sconosciuti ed estranei alle tradizioni, come ad esempio l’olio d’oliva nell’alimentazione lombarda e il panettone come dolce tradizionale natalizio in Sicilia.

Nella cucina palermitana in particolare non si faceva uso di burro e non si usava il peperoncino, più diffuso nella zona del messinese (contigua peraltro alla Calabria, patria indiscussa del piccante ortaggio).

Credo ad esempio di aver sentito dire al mio amico Gigi Mangia, che la prima forma di Parmigiano Reggiano abbia fatto bella mostra di sé nel Dopoguerra, all’interno della vetrina della famosissima salumeria del padre, nel centro di Palermo (“salumeria” è termine riduttivo per descrivere la fantastica cornucopia di leccornie di papà Mangia).

Detto ciò, ovviamente bisogna tenere presente che, anche se i fenomeni di mobilità siano diventati via via più frenetici, la Sicilia è stata nei secoli terra di conquista e quindi nella sua cultura, lingua ed anche in cucina si sono stratificate influenze di vari popoli, da Greci ai Fenici, agli Arabi, Ai Normanni, ai Francesi, agli Spagnoli ed infine… agli Italiani :-). La cucina palermitana tiene conto di tutte queste influenze.

La cucina palermitana

Specificate queste doverose ovvietà, passiamo al dunque. La mia catalogazione si snoderà in queste aree:

  1. I tanto celebrati “cibi da strada” di cui Palermo è una delle capitali indiscusse a livello mondiale
  2. Primi Piatti
  3. Vegetali
  4. Pesci
  5. Carni
  6. Sfizi
  7. Dolci (chiederò aiuto agli esperti, come già detto non ne sono un cultore)
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2 pensieri su “La Cucina Palermitana”

  1. Sei meraviglioso nel descrivere meravigliosamente le delizie della cucina palermitana. Complimenti. Saluti. Beppe

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