Motori di ricerca. Come funzionano?

Motori di ricerca

I motori di ricerca sono diventati un elemento irrinunciabile della vita moderna.  Ma la maggioranza sa poco di come questi realmente funzionino.

Sono sicuro che non vorrai imparare complessi algoritmi matematici.
Bene.
Quello che ti serve è una buona comprensione degli elementi di base. Analizziamo i tre componenti principali che alimentano i motori di ricerca e  l’approccio generale al loro ”imboccamento”. Così i motori di ricerca comprenderanno i nostri contenuti, portandoci al ranking che vogliamo.

1. Crawling

Avrai sentito parlare dei ragni (spider) che i motori di ricerca lanciano sul web alla ricerca di contenuti. Si tratta di pezzi di codici informatici che trovano informazioni su di una pagina, la leggono e continuano senza pause il loro lavoro, seguendo i link dalla tua pagina verso altre.

Il ragno periodicamente viene rimandato dai motori di ricerca a vedere se ci sono stati cambiamenti nella pagina originale. Questo significa che esistono sempre opportunità per modificare il modo in cui i motori di ricerca individuano e valutano i tuoi contenuti mentre procedono. Se per qualche ragione il ragno non può vedere il tuo contenuto o non capisce di  cosa si tratti, la tua pagina non può ottenere un ranking ne può essere indicizzata dai motori di ricerca.

2. Indexing

Il ragno non solo esplora i contenuti in modo casuale, ma li immagazzina in un  enorme database. Questo sistema si chiama appunto “indexing”.

3. Ranking

L’ultimo aspetto critico della tecnologia di ricerca riguarda il modo in cui i motori di ricerca decidono di fornire i risultati più rilevanti a chi svolge la ricerca. Il segreto sta in alcune funzioni algoritmiche gelosamente custodite e che vengono aggiornate e modificate di tanto in tanto, per la disperazione dei Seo Specialist. In altre parole il software di ricerca segue una complessa serie di regole. Regole di base per mettere in competizione il tuo  contenuto con quello degli altri. Con l’obbiettivo di soddisfare le richieste di chi sta utilizzando i motori di ricerca.

Perché “imboccare” i motori di ricerca

I motori di ricerca hanno fatto molta strada ma non sono poi così sofisticati come si potrebbe pensare. 

Non che siano stupidi. Sono come piccoli animaletti furbi che hanno bisogno di informazioni che li aiutino a  fare il loro lavoro.
Mettiamola in questi termini. Non mettereste mai davanti a un bimbo di 4 anni una enorme bistecca con l’osso, dandogli anche il coltello e la forchetta perché se la cavi da solo. Al contrario gliela daresti già tagliata in piccoli pezzi e con le posate adeguate.

Allo stesso modo puoi scrivere un articolo sulla “cucina
vegana” usando metafore, analogie divertenti e sinonimi intelligenti . Sai di scrivere di “cucina vegana” e gran parte del tuo pubblico intelligente lo capisce.

Ma se non userai le parole “cucina vegana” in determinati casi e con una data frequenza, utilizzando le migliori pratiche del SEO copywriting, sia tu che il tuo articolo non avrete fortuna, in termini di risultati rilevanti sui motori di ricerca.

Il ragno è affamato e tu diventerai frustrato se non riuscirai ad imboccarlo adeguatamente. Questo non vuol dire che devi utilizzare keyword di pessima qualità che non hanno nessun appeal. Sarebbe una pessima idea. Al contrario devi innanzitutto creare quel contenuto che abbia l’appeal della “bistecca con l’osso” che catturi l’utente e al contempo riesca a tagliarla a pezzetti per imboccare i motori di ricerca, soddisfacendo le sue necessità.

leggi questo articolo di Riccardo Esposito per capire come scegliere ed usare le keyword giuste.

L’obiettivo finale è farti trovare dalle persone attraverso il linguaggio che queste usano quando fanno ricerca. Vedremo come fare tutto questo più in là, ma prima scopriamo perché i contenuti di qualità unica  e attraente sono più importanti della semplice posizione e frequenza delle keywords.

Esistono degli elementi che aiutano ad ottimizzare un contenuto per i motori di ricerca. Essi dividono in due categorie: off-page e on-page.  Faccio una breve digressione per descrivere cosa sono.

Gli elementi “on page” sono quelli sui quali si ha più controllo perché sono determinati da chi crea la pagina web, e sono:

  1. La keywords density, cioè la distribuzione e la densità delle keywords all’interno della pagina, title tag (l’inserimento delle keywords nei titoli 1, 2, 3;
  2. I meta tag;
  3. I link che facilitano la navigazione all’interno del sito da parte dell’utente
  4. la frequenza di aggiornamento dei contenuti,
  5. l’anzianità e la rilevanza del dominio (keyword principale al suo interno o meno)
  6. la lunghezza dei contenuti, la presenza di errori grammaticali, ecc.

Gli elementi “off page” dipendono da fattori esterni e sono principalmente:

  1. i link che muovono da altri siti in entrata.
    N.B. Una quantità elevata di link in entrata non basta a garantire il buon posizionamento del sito.
  2. Google tiene conto anche dell’anchor text attraverso il quale si viene linkati (l’anchor text è tenuto maggiormente in considerazione quando si attacca ad una keyword).
  3. Viene tenuto in grande considerazione anche il PageRank della pagina da cui viene il link (ricevere un link da una pagina che possiede un alto valore di PR vuol dire conquistarsi una certa reputazione negli indici di Google). I links esterni devono provenire da pagine web pertinenti, che si rivolgono allo stesso target di utenza.
  4. Google tiene conto anche del numero di links in uscita dalla pagina web da cui proviene il link (ricevere un link da una tipica pagina “links” all’interno di un elenco, è molto diverso dal ricevere un link dalla home page di un sito con PR alto).

Gli elementi off-page sono la fetta più grande della torta SEO

Google valuta costantemente i link che affluiscono al tuo sito come indicatore della fiducia che riscuote,dell’importanza che acquisisce e dell’autorità che mostra.

A quel punto anche Google ha fiducia nel tuo sito.
Il numero di link per una pagina specifica del tuo sito ha una grande
importanza. Per questo l’impegno per definire la qualità del contenuto della pagina sono in stretta relazione con le probabilità di attrarre i link in arrivo in modo naturale e fluido.
L’anchor text dei link provenienti da altri siti (l’anchor text sono le parole usate nella parte cliccabile di un link) è importante perché costituisce per Google il modo per scoprire cosa rappresenta la tua pagina per gli utenti, non solamente le keyword che scegli di usare.

In altre parole, si può affermare che, come nella vita reale, per valutare l’autorevolezza di una persona e delle sue affermazioni, ciò che la gente dice di te è più importante di quello che tu dici di te stesso.

Per questo, Google vuole sapere se gli utenti cliccano il link in entrata al tuo sito e quali parole usano per farlo (anchor text), perché questo è il miglior indicatore di fiducia.
Quindi un contenuto attraente è sempre la regola numero uno per ottenere visibilità sui motori di ricerca. Così come gli ottimi contenuti non vengono notati senza promozione, questi non ottengono un buon ranking se non facciamo comprendere che lo meritano.

Ma come facciamo notare i nostri contenuti così da ottenere link? Qui entrano in gioco i social media. gli altri blog, siti di social news come Twitter e Facebook. Questi sono sistemi organici di distribuzione di contenuti alimentati da amici e fan.

Potrebbe sorprendere che alcune delle menti più brillanti dei social media siano dei SEO Specialist e che lo dicano apertamente mostrandosi al pubblico. Questo succede perché
i social media rendono possibile la condivisione dei contenuti. E la condivisione dei risultati dei link è vitale per ottenere un buon ranking per i tuoi contenuti nei motori di ricerca.

Il SEO copywriting è “l’ultimo miglio” nel ranking di ricerca mirata.
Hai mai sentito parlare del problema dell’”ultimo miglio” nell’industria della banda larga? Possiamo avere migliaia di chilometri di cavi di fibra ottica ad alta velocità che portano dati
in tutto il Paese, ma se la connessione finale che va dalla centrale all’abitazione del cliente è fatta di rame vecchio o cavo coassiale di pessima qualità, esiste quindi un “collo di bottiglia” in entrata ed i benefici della fibra ottica vengono annullati.

Allo stesso modo, se fai tutto il necessario per creare un sito web in cui Google ha fiducia ma non dici chiaramente a Google che il contenuto della tua pagina riguarda le parole che la gente cerca, i benefici del traffico mirato svaniscono.

Un efficace SEO copywriting comunica a Google quali sono le parole più importanti per chi vuole raggiungerti in rete. Non devi necessariamente ottimizzare al meglio la tua copia on-page in anticipo. Ma devi iniziare avendo in mente la soluzione finale riguardante le keyword.

Ignorando queste regole otterrai del traffico “long tail” (a coda lunga) non mirato. Il traffico a coda lunga è quello proveniente da chi fa ricerca inserendo frasi più complesse, invece che parole singole. C’è chi sostiene che non è detto che il traffico che si ottiene dalla ricerca “long tail” non sia così irrilevante, e che  rimbalzi via dal tuo sito come si pensi. Sono scuole di pensiero le cui teorie vanno applicate e verificate.

Il bello di creare una presenza online con contenuti validi e con un focus chiaro sul lettore, sta nel fatto che puoi ottenere risultati, anche se Google ti odia, semplicemente facendo in modo che la gente ti scelga e ti segua nel tempo.

E la cosa più divertente è che se segui questo approccio Google ti amerà. Sfrutta l’opportunità. E’ il famoso “ultimo miglio” di una campagna di marketing online con un focus profondo e dettagli accurati che fa sempre la differenza.

Il traffico si deve convertire o non ha importanza?

Siamo arrivati al dunque. Se tutti odiano il traffico per strada, tutti amiamo il traffico online. E’ come una sorta di dipendenza e, di per se, ci gratifica.
Ma il traffico non paga le bollette. Hai bisogno di clienti che decidano, che agiscano. Quindi, ancora una volta, il traffico non è tutto. Ciò che ti serve è il traffico mirato che raggiunge le pagine per cui viene creato. E questo è il problema principale.

Molti credono che una pagina web con ricerca ottimizzata o un post in un blog siano un’accozzaglia di brutte keyword. Questa cosa potrebbe essere appetibile per i motori di ricerca, ma farà scappar via la gente. Dimentica le accozzaglie di keyword.

Purtroppo tanta gente pensa che SEO significhi prendere in giro i motori di ricerca. Non è così. Si tratta di creare un sito che dialoghi con loro.

Essere amichevoli con i motori di ricerca significa anche usare nei tuoi contenuti il linguaggio impiegato da chi fa ricerca. E qui entra in gioco l’importanza della scelta delle keyword.

I 5 elementi essenziali della ricerca delle keywords nei motori di ricerca

La ricerca delle keyword è avvincente. Ti da la possibilità di scrutare da vicino la mente delle persone. Invece di sentire cosa le persone dicono di pensare e cosa potrebbero fare, riesci ad osservare cosa realmente hanno fatto analizzando le parole e le frasi che hanno usato per trovare le informazioni. E, aggregando i dati, ottieni un quadro chiaro delle parole che la gente usa più spesso quando pensa ad un certo argomento e lo ricerca.

Una volta in possesso della conoscenza necessaria riguardo le keyword utili per la tua nicchia, avrai la capacità di creare contenuti di qualità che aiutino i visitatori del tuo sito e che rafforzeranno
la tua credibilità. A quel punto parlerai il linguaggio degli utenti soddisfacendo i loro bisogni.

E se ci riesci, otterrai un buon ranking nei motori di ricerca, dopo aver promosso il contenuto e guadagnato traffico nei social media. Sembrerà strano che si consideri il traffico di ricerca come un benefit secondario in un mondo dominato da Google. Ma questa è la realtà.

Google non ti prenderà in considerazione fino a quando non lo faranno gli altri.

Nella ricerca di keyword nei motori di ricerca, la regola, contraria ad ogni intuizione, sta nel provare a dimenticare l’idea che i motori di ricerca possano procurarti traffico.

Considera i dati come ricerca di mercato gratis o low-cost e otterrai il giusto approccio per formulare una strategia di contenuti che può acquisire un buon ranking. La gente ha bisogno di apprezzare i tuoi contenuti prima che lo faccia Google.

I 5 elementi essenziali da comprendere quando si tratta di ricerca di keyword.

1. Strumenti di Ricerca

La maggior parte dei marketer, soprattutto se sono agli inizi usano lo strumento gratuito di Google, quello che fino a poco tempo fa si chiamava “Strumento per le parole chiave” e che adesso si chiama “Keyword Planner”, che serve a fare una ricerca di mercato finalizzata ad effettuare una campagna Adwords (lo strumento pubblicitario di Google).

2. Sii specifico

“Keyword” è il termine più usato, ma spesso ciò che si ricerca sono frasi composte da keyword. Per esempio, un avvocato immobiliarista a Milano otterrebbe pochi reali benefici da un buon ranking unicamente per la parola “avvocato”.

Al contrario, frasi specifiche composte da keyword basate sulla geografia e la specialità producono il traffico altamente mirato che vogliamo (“Milano, Avvocato immobiliarista”). E non dimenticare i sinonimi. (“Milano, Legale immobiliarista”)

3. La Forza dei Numeri

Non considerare come oro colato i numeri riportati nelle ricerche mensili degli strumenti. Fai attenzione alla relativa popolarità fra i termini di ricerca. Devi assicurare che abbastanza persone usino quella frase quando pensano alla tua nicchia, specialmente se si tratta di uno dei termini di ricerca che deve diventare bersaglio
primario del tuo sito. Nel contempo, prova ad essere realista. Se cerchi un ranking in un settore molto competitivo, assicurati che una certa combinazione di keyword crei una frase più semplice se il termine più competitivo risulta irraggiungibile.

4. Alta Pertinenza

Assicurati che i termini di ricerca che consideri siano altamente pertinenti al tuo obbiettivo finale. Se sei un fornitore di servizi o vendi prodotti specifici, la rilevanza delle keyword è più semplice da determinare, se alla fine vuoi che qualcuno acquisti
il prodotto o il servizio. Altri obbiettivi, come per esempio gli abbonamenti a pubblicazioni di contenuti o i contributi a organizzazioni umanitarie, possono richiedere una analisi più attenta.

5. Sviluppa Risorse di Contenuti

Questo è un elemento chiave. E’ possibile che una determinata frase composta da keyword sostenga lo sviluppo di un contenuto che diventi una risorsa valida per i lettori e agisca come elemento fondante del loro business?

Qualcosa che:

  • Soddisfi i bisogni preliminari del visitatore del sito
  • Costituisca il primo passo per le tue vendite o ciclo di azioni.
  • Spinga la gente a cliccare sul link

E’ il punto 5 – un contenuto-risorsa fondante – che trasforma la ricerca delle keyword in solidi ranking di ricerca. Analizzerò la questione più in dettaglio in un post dedicato.

Come sempre, se il contenuto di questo minicorso ti è piaciuto, ti chiedo di suggerire la lettura agli amici cliccando sui pulsanti qui in basso.

E per qualsiasi tua domanda, sono a tua completa disposizione. Scrivimi qui sotto.

Grazie per la tua attenzione.

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"La nicchia mi sta stretta"